Non dimenticare mai i colori, quando si parla di jazz. Questa è la storia di un compositore bianco e di una cantante nera che danzavano sulle note blu. Non avevano niente in comune: lui dandy lei prostituta, lei spavalda lui fragile, lui nel lusso lei in miseria. Niente in comune, a parte la musica. E per loro, la musica era tutto. Lei si arrampicò cantando da Baltimora a New York, lui da New York conquistò il mondo a suon di note. Lui era un giocoliere, in equilibrio tra Europa e America sul filo della melodia; lei una regina maledetta, che poteva inchiodarti una canzone dalle orecchie al cuore. Lui, George Gershwin, l’architetto di musical, lei, Billie Holiday, la signora che canta il blues. Non si incontrarono mai, ma s’incontrarono la voce di lei e la musica di lui e fu amore a prima vista: nel jazz la somma di bianco e nero non dà grigio, ma blu. Non dimenticare mai i colori, quando si parla di jazz.

Swing e note blu, rag-time e be-bop, un pianista disinvolto e un narratore un po’ impacciato sono gli ingredienti di uno spettacolo, scritto da Andrea Faini, che mescola biografia, arte e un pizzico di umorismo, sfogliando attraverso gli ottantotto tasti il favoloso romanzo del jazz, colonna sonora del ventesimo secolo e punto d’incontro tra suoni, vite e culture di tutto il mondo. Tra collegamenti con la storia, interviste impossibili e incontri improbabili, un’irresistibile cavalcata tra musica, gag e storia.

La Mille Miglia è molto più che una corsa, un evento, un mito. È un eccezionale patrimonio di storia e cultura per la città di Brescia e per tutta l’Italia, purtroppo non sempre riconosciuto come tale. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Filippo Garlanda con gli interventi del pianista Giovanni Colombo, ripercorre le tappe fondamentali di una gara leggendaria. Il motore si accende, si alimenta, si avvia, scoppia, gira, si raffredda, scarica, la potenza meccanica agisce sull’albero motore, mentre i paesaggi d’Italia corrono e scorrono veloci per mille miglia di terra: Brescia e le pianure lombarde, i colli dell’Emilia e Bologna, Firenze, Siena, di corsa fino a Roma e poi il ritorno attraverso l’Umbria e le onde vicine del Mare Adriatico, e di nuovo pianura, Ferrara, Padova, Treviso, verso nord fin quasi nell’aria fine delle Dolomiti per scendere a Vicenza, Verona e in volata a Brescia, di nuovo. Mentre i piloti corrono e le strade si srotolano sotto meravigliosi vettori, i poeti scrivono parole che pulsano. I battiti delle canzoni e dello swing fanno danzare e sobbalzare il cuore in levare, nell’aria risuonano le voci della gente che guarda con occhi sgranati e i motori cantano, curvano, salgono e scendono, scalano, frenano, accelerano e divorano strada. Musica, immagini, filmati e il racconto della corsa più bella del mondo. Per mille miglia mozzafiato.

W. A. Mozart vs John Lennon, Verdi vs Wagner, Tchaikovskij vs Stravinskij. Questo originale format, nei testi scritti da Andrea Faini, porta alla sbarra grandi musicisti, mettendone a nudo vizi e virtù grazie al confronto tra due avvocati in toga e parrucca moderati da un giudice austero e agli interventi musicali del pianista Giovanni Colombo.

Sette interviste impossibili a grandi compositori del passato, da Mozart a Verdi, da Beethoven a Tchaikovskij, scritte a quattro mani da Fabio Larovere e Luca Capoferri, propongono in una veste inedita la vita e l’opera di uomini e musicisti straordinari, interpretati dall’attore Luciano Bertoli con gli interventi musicali del pianista improvvisatore Giovanni Colombo.

La storia della musica è servita! Le sette note non avranno più segreti grazie agli insegnamenti di un professore improvvisato e di un pianista improvvisatore: dall’Antica Grecia ai giorni nostri, passando per il Medioevo, il Rinascimento, l’Età dei Lumi e il Romanticismo, una passeggiata nel pentagramma tra improbabili insegnamenti, esilaranti equivoci, sorprese e curiosità.

Cieli Vibranti produce reading con attore e musicista, dando vita a classici senza tempo della letteratura. Tra gli spettacoli realizzati, “Candido ovvero l’ottimismo” dal testo di Voltaire, “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez, “Novecento” dal monologo di Alessandro Baricco, “2001 Odissea nello Spazio” di Arthur Clarke, “Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij e “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll.

Lo spettacolo, su testo di Andrea Faini, dà la parola al pianoforte, che solo sulla scena racconta la storia della musica dal punto di vista degli ottantotto tasti. Dalla nascita nella bottega di Bartolomeo Cristofori alle soglie del Settecento, il pianoforte conquista i compositori e s’impone nei salotti e sui palcoscenici, attraversando da protagonista tre secoli di cultura europea. La sua voce è quella di un testimone a volte enfatico e a volte dissacrante. Ma sempre dal fascino irresistibile.

Il visconte dimezzato, il cavaliere inesistente e il barone rampante. I tre capolavori di Italo Calvino prendono vita in tre reading originali, che restituiscono la freschezza narrativa dei testi arricchendola di suggestioni teatrali e contrappunti musicali.

Perché il Vin Santo si chiama così?

Churchill: è lui il più grande statista-bevitore del ‘900?

Come si dice vino in giapponese?

È proprio vero che Dom Pérignon ha inventato lo champagne?

Quanti calici di cristallo rompeva ogni giorno lo Zar?

Perché baccano viene da Bacco?

Di che colore è il vino da messa?

A queste e molte altre domande risponde “Vinissimo! (spettacolo fortemente sconsigliato agli astemi)”, scritto da Enrico Bonomini. Un’ora tra racconti, curiosità, poesia, annotazioni storiche, ritmo e tanta musica, in compagnia dell’attore Filippo Garlanda e del pianista Giovanni Colombo. Con degustazione finale.

Uno spettacolo leggero e colto, intrigante e divertente, che ruota intorno a un unico, grande protagonista: il vino.